Guida al Bourbon Whiskey

Top Ten dei Bourbon NON del Kentucky

“Il Bourbon può essere prodotto solo in Kentucky" è una frase che abbiamo già sentito dire tutti. Non solo è sbagliato, ma lo è ancor di più al giorno d'oggi. Con la proliferazione delle distillerie in tutto il territorio statunitense il bourbon viene ormai prodotto praticamente ovunque. Ancora meglio, molti di questi sono fantastici. Ecco una lista, presentata in ordine alfabetico, per aiutarti ad iniziare a pensare al di fuori delle linee di Stato del cartografo per il tuo prossimo bourbon.

Buone notizie

Il 21 agosto la Micther's ha annunciato che rilascerà il primo lotto del suo US*1 Toasted Barrel Finish Bourbon – 2018 Edition (45.7% alc/vol) dopo più di tre anni dall'ultimo rilascio. Questo bourbon viene prodotto invecchiando ulteriormente un Michter's US*1 Kentucky Straight Bourbon in una seconda botte assemblata con delle doghe in legno fatte stagionare per 18 mesi all'aperto. Doghe che vengono poi tostate, ma non carbonizzate.

Bottiglie polverose

C'è qualcosa di affascinante che attiene agli oggetti che provengono dal passato e il bourbon non fa eccezione. Quel punto in cui spostandoci di un decennio o più la bottiglia diventa vintage o come si dice ultimamente dusty. Un sottogenere creato all'interno della comunità americana del whiskey. Un genere di cui sono completamente innamorato. Il primo bourbon che mi ha fatto capire che c'era qualcosa di diverso è stato un Old Forester degli anni '70.

Degustare un bourbon

Degustare un bourbon è un mestiere e come in ogni mestiere per migliorarsi ci vuole pratica. Questa è la ragione per cui insisto nel praticarlo ogni sera :). Se hai iniziato da poco a conoscere i bourbon ce ne sono alcuni che dovresti incominciare ad assaggiare, tra l'altro tutti discretamente reperibili sul mercato italiano: Maker's Mark, Buffalo Trace, Bulleit e Eagle Rare. Se hai, invece un po' di familiarità con questo distillato puoi applicare le seguenti tecniche nella degustazione del tuo whiskey.

 

Maker’s Mark Mash Bill

Maker's Mark è l'ultima delle maggiori distillerie aggiunta all'elenco “Bourbonr Mash Bill Break Down”. Inizialmente non avevo intenzione di agginugervi il Maker's Mark dato che hanno un solo mash bill e che nei primi 60 anni della loro storia hanno prodotto un solo bourbon. Mi è stato raccontato che Bill Samuels avesse detto “Hai mai visto un Chateau Lafite Reserve? No! Ecco perché c'è un solo bourbon Maker's Mark”. Vera o meno la citazione, resta il fatto.

Guida al bourbon per nuovi appassionati (IIª parte)

Cos'è lo Straight Bourbon?

Un problema con i bourbon è che non è richiesta la durata dell'invecchiamento in etichetta. Un bourbon potrebbe invecchiare 2 mesi e poter quindi scrivere sull'etichetta bourbon. Per lo Straight Bourbon ci sono invece alcune regole da seguire. Una di queste è che il bourbon deve essere stato invecchiato almeno 2 anni, ma se fossero meno di 4 va indicato in etichetta. Inoltre non può contenere coloranti, aromi ne altri distillati. Si badi che questa regola vale per tutti i bourbon.

Quale bourbon acquistare?

La domanda è un po' retorica, ma mi è stata posta spesso quando parlando di whisky mi sono trovato a dover consigliare l'acquisto un Kentucky Straight Bourbon. Il primo discriminate è sicuramente il prezzo anche perché sarebbe sciocco suggerire l'acquisto di una bottiglia di Pappy Van Winkle (di cui vi parlerò presto) ad un neofita. Quindi il mio primo consiglio anche per la facilità di reperimento è il Maker's Mark. Un rapporto qualità prezzo imbattibile, dove la presenza di frumento nel mash bill non passa sotto traccia.

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