Whisky Festival, of course...

Whisky Festival Milano 2016

Difficile non parlare del Whisky Festival in questo periodo. Voglio pero' farlo con un post un sicuramente diverso dal solito. Ovvero scrivendolo un po' alla volta. Infatti sono tante le cose che ho da dire.

Partiamo dal fatto che mi sono divertito molto e che ho avuta la possibilità di degustare diversi prodotti (bourbon e rye) che ancora non avevo assaggiato, causa una distribuzione un po' a macchia di leopardo in Italia.
Partirei con l'elenco per poi sviluppare gradualmente i vari assaggi: Mitcher's (2), Wild Turkey 12, Old Fitzgerald, Elijah Craig, Koval (2), Catskill (3).

 

Incominciamo dai prodotti della Michter's distribuiti dalla Velier un Unblended American Whiskey ed uno Small Batch Bourbon. Davvero molto buoni. A mio giudizio il mash bill è lo stesso, cambia solo l'invecchiamento. Come sicuramente saprete il disciplinare statunitense prevede che un distillato si possa chiamare bourbon solo se invecchiato in botti nuove, ebbene l'American Whiskey è invece invecchiato in botti usate o come amano dire alla Michter's bourbon-soaked (imbevute di bourbon, NdT). Sia ben chiaro che questo è solo uno degli aspetti del disciplinare, su cui si basa appunto la differenza tra i due prodotti.Ho quindi provato grossomodo le stesse sensazioni gusto-olfattive nei due whiskey, ma nel primo sicuramente più intense accompagnate inoltre da un corpo più consistente.
Vi erano inoltre in degustazione un Single Barrel Rye e un Sour Mash, ma questi li conoscevo già e ve ne parlerò in un altro post.
Ho solo scoperto successivamente che gli standisti(!) presso questo stand erano Marcello Barberis e signora! Peccato, chissà quante cose avrebbe potuto insegnarmi!!

Ora passiamo ad una distilleria completamente nuova per me e credo anche per molti mie connazionali dato che è da poco che viene distribuita dalla Compagnia dei Caraibi, la Catskill Distillery. I whiskey distribuiti sono un bourbon, un rye, un wheat ed un particolarissimo buckwheat (grano saraceno). Il mash bill di questo Buckwheat (è anche il nome stampato in etichetta) è composto dal 80% grano saraceno e 20% frumento. Al naso, molto delicato, si ha il sentore di star per assaggiare qualcosa di strano, ma quando lo mettete in bocca non potete sbagliarvi il cereale esplode, forse anche troppo! Va detto che questo distillato non lo si può considerare a pieno titolo un whiskey, ma dato che gli altri tre prodotti non mi hanno entusiasmato (troppo giovani) ho preferito parlarvi di quest'ultimo.

Ora, molto velocente: Wild Turkey 12. Il sapore e l'aroma inconfondibile del Wild Turkey a cui si aggiunge un invecchiamento piu lungo che dona note legnose maggiori che lo fanno a detta di molti il miglior Wild Turkey in commercio. Escluse le "selezioni" ovviamente.

Elijah Craig, anchesso 12 anni, ma questa volta Barrel Proof 62,5 abv/alc. Ho dovuto aggingerevi qualche goccia d'acqua, era altrimenti impossibile sentirne i profumi che si sono scatenati una volta liberi dalle molecole di alcol che li ingabbiavano!