Conosciamo le 7 donne che stanno rompendo il soffitto di cristallo della storica industria del bourbon del Kentucky

Kentucky Straigh Burbon Whiskey

Vorrei davvero poter presentare tutte le donne dell'industria del bourbon del Kentucky, ma non c'è abbastanza spazio.

La parte più difficile nello scrivere questa storia è stata scegliere di chi parlarvi e questo sotto un certo punto di vista è stato un problema meraviglioso.

Basterebbe tornare indietro di 15 anni per vedere come le donne che ricoprivano ruoli di leadership nelle distillerie del Kentucky erano rare come una bottiglia di Pappy Van Winkle di 23 anni.

Ora trovare una donna che guida la “carica” è facile come tirare giù un buon distillato dallo scaffale più alto, non comune, ma certamente possibile.

Con un piccolo aiuto dalla Kentucky Distillers Association, The Courier Journal ha identificato più di 30 donne in ruoli di leadership in un’industria tradizionalmente dominata dagli uomini, in un'ampia varietà di ruoli e distillerie di tutte le dimensioni. Mentre sono sicuro che quella lista sia sotto rappresenta rispetto a tutte le donne che determinano, modificano e fanno crescere il nostro distillato preferito, ecco un piccolo campione di sette donne che stanno plasmando la leggendaria industria del bourbon del Kentucky.

 

Jane Bowie presso la Maker's Mark

Director of Innovation, 33350 Burks Spring Road, Loretto, Kentucky; makersmark.com

Jane Bowie
Jane Bowie

 

Con un'anima nomade Jane Bowie si ritrovò a casa nel Kentucky, senza soldi e con in mano un annuncio di ricerca di lavoro che sua madre aveva ritagliato da un giornale. Aveva trascorso un paio d'anni ad insegnare in Giappone, il che stranamente ha contribuito a sviluppare il suo amore per il bourbon più di quanto non lo facessero le sue radici del Kentucky. La sua vita dopo il college consistette principalmente nel viaggiare e lavorare qua e là quando poteva.

Ora era il momento di trovare un lavoro, ma questo lavoro di pianificazione di eventi presso la Maker's Mark non la interessava affatto.

Ecco come ha iniziato la sua lettera di presentazione: "Non voglio questo lavoro."

E in qualche modo, quando quell'appello finì sul banco delle assunzioni, il nipote del fondatore della distilleria la vide come la persona giusta per il loro inesistente reparto estero. Con l'aiuto della Maker's Mark ha potuto viaggiare per il mondo promuovendo il marchio. Ha vissuto a Londra per circa quattro anni e poi quando il boom del bourbon è scoppiato negli Stati Uniti si è resa conto che le sue capacità erano necessarie a casa.

Il problema tuttavia le si pose quando raggiunse il ruolo di brand ambassador dato che non c'è una progressione naturale ad un qualsiasi altra ruolo. Ha riso quando mi ha detto che ogni lavoro che ha svolto presso la Maker's Mark è stato creato essenzialmente per lei. Hanno sempre trovato un posto per la sua passione.

Più recentemente in qualità di "direttore all'innovazione" dell'azienda è stata determinante nel prendere la pluripremiata ricetta del Maker's Mark e trasformarla sfruttando le varie finiture in legno.

Quest'estate la società ha rilasciato l'edizione 2020 della sua wood finishing series dove ha effettivamente miscelato tre diversi distillati per creare un nuovo blend con forti e burrose note di caramello e vaniglia. Ha dovuto inoltre fare la maggior parte del lavoro dal tavolo della sua sala da pranzo nel bel mezzo della chiusura per COVID-19 tra marzo e aprile.

Cosa c'è nel futuro di questo nomade? Lei risponde che le piacerebbe approfondire il blending, ma a questo punto chi sa davvero cosa succederà. La Maker's Mark non ha mai davvero lavorato molto sul blending.

Ma non sarebbe la prima volta che le creano un posto di lavoro.

 

Come beve Jane il bourbon?

"Mi piace con la birra" dice. “Adoro bere un bourbon e dopo una birra. Questo è probabilmente il modo in cui bevo di più il bourbon a casa. Non mi piace miscelare cocktail, ma mi piace quando qualcuno me lo prepara."

 

K.M. Britt Kulsveen presso la Willett Distillery

Presidente e Chief Whiskey Officer, 1869 Loretto Road, Bardstown; kentuckybourbonwhiskey.com

K.M. Britt Kulsveen
K.M. Britt Kulsveen

 

K.M. Britt Kulsveen dice che era come molti bambini nel senso che non capiva davvero cosa facessero i suoi genitori per vivere. Sua madre lavorava come assistente sociale e suo padre andava ogni giorno all'impianto di imbottigliamento nella distilleria di famiglia. Ricorda di aver fatto esplodere in aria il cercapersone di sua madre con richieste di Happy Meals da McDonald's mentre era fuori a al telefono con un agente di stato e che aiutava suo padre a mettere i vermi della farina in minuscole bottiglie di tequila. Quei piccoli vermi costavano tre cent ciascuno e lui avvertiva sempre i bambini di stare attenti.

Oggi mentre passeggia per la Willett Distillery, dove è presidente e chief whisky officer, sente l'odore del mash bill e del grasso dei macchinari.

Ma sente anche l'odore della sua infanzia.

L'olfatto sblocca la memoria e questo vale sia per il bourbon di classe mondiale che la sua famiglia produce che per i macchinari che lo producono.

Un'azienda di famiglia in tutto e per tutto, Kulsveen dice spesso che i confini tra la sua vita personale e quella professionale si confondono. Tutto quello che hanno fatto alla distilleria, che il suo bisnonno A. Lambert Willett ha fondato, l'hanno fatto perché è funzionale alla loro vita. Non rispondono a un consiglio di amministrazione e spesso Kulsveen e suo fratello discutono a lungo su come valorizzare il loro prodotto. Ed è questo che gli piace. A questo punto il marchio è parte della famiglia tanto quanto loro ed è semplice capire cosa funziona e cosa non funziona.

Da quando ha assunto la presidenza nel 2018 ha portato la distilleria all'apice del turismo per il bourbon. Il "The Bar at Willett" di recente apertura offre ai suoi ospiti la possibilità di godersi il parco come non mai prima. Ama profondamente sia lo stare seduta al bar che essere nel mezzo dell'azione, sia avere conversazioni con estranei nel suo invitante ed avvolgente patio.

Per lei è importante che i suoi ospiti lascino la distilleria come amici e se potesse, dice farebbe lasciare i cellulari fuori dal bar. Le persone sono il cuore pulsante della distilleria.

Come beve Britt il bourbon?

"Non mi importa come bevi il tuo whisky finché bevi il nostro", dice. "Per lo più lo bevo liscio."

 

Hannah Lowen presso la New Riff Distilling

General manager / vice presidente esecutivo, 24 Distillery Way, Newport, Kentucky; https://www.newriffdistilling.com/

Hannah Lowen
Hannah Lowen

 

Hannah Lowen è arrivata all’ingresso della New Riff Distilling prima ancora che ci fosse un ingresso.

Il direttore generale e vicepresidente esecutivo ricorda ancora com'era la vita per questa giovane distilleria del Kentucky quando l'edificio era solo un cantiere e non avevano nemmeno una maglietta con il logo o un sito web.

Aveva 26 anni quando lasciò una carriera politica sulla costa occidentale e tornò nel suo stato d'origine, il Kentucky. Aveva lavorato per un'organizzazione no profit che incoraggia i giovani a votare, ma poi si mise in contatto con Ken Lewis, il fondatore di New Riff. Era un amico di famiglia e aveva bisogno di qualcuno con forti capacità di gestione che lo aiutasse a far decollare la sua nuova impresa.

Lowen non aveva un incarico preciso all'epoca, ma divenne presto la responsabile "ops", come amava definirsi. Dieci anni dopo ha un piede in quasi tutto, che si tratti di produzione, progettazione di imballaggi o risorse umane. New Riff ha solo 38 dipendenti, quindi aiuta ovunque può.

Si considera una "donna queer aperta e orgogliosa" e sua moglie ha appena avuto una bambina. È incoraggiante, mi ha detto, che in un'industria costruita sulla tradizione (escludendo forse due incontri spiacevoli) si senta ampiamente accettata. Agli occhi dei suoi colleghi e anche delle persone che entrano nella distilleria, lei sta solo facendo il suo lavoro ed è anche dannatamente brava.

Ha molto di cui essere orgogliosa sin da quando si trattò di costruire il marchio, ma ciò di cui è più fiera è ancora nascosto nei magazzini. Ricorda ancora quando si sedette intorno al tavolo e i primi bourbon erano solo in fase di sviluppo. Erano deliziosi a quattro anni ed è entusiasta di scoprire cosa diventeranno quando avranno raggiunto il traguardo degli otto anni. Sostiene che è soltanto allora che una distilleria si fa davvero un nome.

Come beve Hannah il bourbon?

"Dipende dalla stagione", dice. “Amo un buon Manhattan, un rye Manhattan, amo il whisky sour e posso vedere le frecciate che mi tirano le persone con cui lavoro quando lo dico. Mi piace molto anche bere whisky con ghiaccio".

 

Victoria MacRae-Samuels presso la BeamSuntory

Direttore senior della qualità, 149 Happy Hollow Road. Clermont; https://www.beamsuntory.com

Victoria MacRae-Samuels
Victoria MacRae-Samuels

 

Victoria MacRae-Samuels sapeva molto poco del bourbon quando ebbe un incontro casuale con il nipote di Jim Beam, Booker Noe, nel 1989.

Aveva sempre pensato che avrebbe potuto entrare a far parte dell'industria del vino. MacRae-Samuels è cresciuta a Seattle e adorava l'idea di prendere la chimica teorica di cui era appassionata e applicarla a qualcosa di pratico come un buon bicchiere di vino.

Conosceva la tequila e lo scotch, ma sapeva molto poco del bourbon.

Anche così ha preparato la sua Honda Civic e lei e il suo gatto si sono diretti nel sud-est del Kentucky per accettare l’offerta di Noe di lavorare come chimico nella sezione di ricerca e sviluppo. La vita nella distilleria era molto diversa allora rispetto a oggi e divenne una delle prime persone a usare un computer per le analisi alla Jim Beam.

Nel 1992 ha lasciato il laboratorio per assumere la posizione di supervisore sostituto nelle distillerie di Clermont e Boston della Beam. Negli anni ha ricoperto diversi ruoli di leadership sia presso la Jim Beam che nella Maker's Mark. Dice di essere sempre stata una persona pratica. Ora che è Senior Director of Global Quality per la BeamSuntory, quando risolve i problemi con i suoi colleghi si diverte ad attingere dalla sua esperienza del lavoro sul campo e dal sapere come lavorano i macchinari e le persone.

Oggi la sua responsabilità va oltre il bourbon e comprende i marchi di BeamSuntory come Teacher's, Bowmore, Canadian Club, Hornitos, Sauza ed EFFEN tra gli altri.

Distillati a parte è anche madre di due figlie adulte ed è sopravvissuta al cancro al seno e si spende per la sensibilizzazione della causa. Anche fare da mentore ad altre giovani donne del settore è diventato importante per lei. Non vuole solo ispirare le persone e farle sentire bene, dice, vuole ispirarle all'azione e a fare cose di cui essere orgogliosi.

Come beve Victoria il bourbon?

"Se trovi il bourbon giusto sorseggiarlo liscio può essere molto gratificante", dice. "Ma ci si può anche solo divertire."

 

FINE PRIMA PARTE

 

Fonte: 
https://eu.courier-journal.com/in-depth/life/food/spirits/bourbon/2020/09/30/women-shaping-kentucky-bourbon-industry/5791980002/