Storia del Rye in USA (seconda parte)

Rye whiskey

Si stima che tra il 1810 e il 1840 operassero negli Stati Uniti tra le 14000 e le 20000 distillerie autorizzate e non. La maggior parte di esse si trovava a nord dove il trasporto ferroviario era ancora a in fase di sviluppo. Una volta costruite le ferrovie si scoprì che il whisky di segale noto come Monongahela, di una tonalità giallastra, arrivato ora rapidamente alle popolate destinazioni costiere aveva un sapore migliore quando era marrone scuro. Iniziò così lo stoccaggio consapevole dei distillati in barili i cui prezzi erano commisurati al capitale investito per farlo.

Si è teorizzato che esistessero tre stili di Pennsylvania rye whiskey durante la prima metà del XIX secolo. Il Monongahela prodotto all’ovest e spesso commercializzato come rum a causa della doratura del suo liquido; a est degli Allegani lo stile realizzato era invece già considerato un rye whiskey, diventando la base di quella che ora è considerata la tipologia "Pennsylvania"; lo stile "Philadelphia" era un rye che conteneva all’interno del suo mash piccole porzioni di cereali coltivati a sud di Baltimora. Lo storico del whisky John Lipman sostiene che: "Il concetto di rye whiskey di Baltimora nacque da un'iniziativa di marketing paragonabile a quanto sta accadendo ora con la categoria Monongahela".

La crescita di Pittsburgh come centro manifatturiero includeva anche la costosa produzione di alambicchi rame. Come il mulino che non tutti gli agricoltori potrebbero permettersi, così i vicini si scambiano l'uso dell’alambicco per la distillazione. Lo Stato aveva tassato i distillatori, agricoltori o meno in base alla loro capacità massima di produzione portandoli a produrre abbastanza whiskey da pagare le tasse o raggrupparsi. A est dei monti Allegheny era più facile per i federali monitorare, ma a ovest era più difficile. Quindi, anche rinunciando al diritto di voto sul governo del Paese, molti pensarono che fosse meglio avventurarsi a ovest o a sud. Attirati da queste opportunità e incoraggiati dai distillatori del Kentucky che non erano costretti a pagare la tassa sul whisky, molti distillatori hanno imballato i loro alambicchi hanno afferrato alcuni semi di segale e si sono diretti lungo il fiume Monongahela fino al fiume Ohio in cerca di fortuna.

Quando arrivarono a Louisville che era il luogo dove la competenza incontrava l'opportunità, le cascate dell'Ohio li costrinsero a lasciare il fiume. C'erano migliaia di fattorie nel Kentucky dove per lo più veniva coltivato mais che poteva essere usato dal distillatore e così vi si stabilirono come avevano fatto in Pennsylvania, girando in tutto lo Stato, piantando la loro segale e montando alambicchi. Ma poiché il clima prediligeva il mais rispetto alla segale il whisky distillato lì era nello stile del Maryland o se si utilizzava una percentuale ancora più alta di mais, il distillato sarebbe poi diventato noto come bourbon.

La guerra di secessione ha contribuito a diffondere i whisky più dolci del sud tra i bevitori di rye finendo per prevalere nei consumi. Con un balzo in avanti di alcuni decenni le distillerie dell’est aperte dopo il proibizionismo preferivano ancora la segale al mais. Le distillerie del Kentucky con terreni coltivabili più economici e più abbondanti erano pronti a costruire grandi strutture per ottenere un'economia di scala sul dorso di una rete ferroviaria ampia e ben finanziata. Elementi importanti includevano il gusto per i whisky canadesi contrabbandati e il minor numero di regolamenti imposti al Kentucky dopo la seconda guerra mondiale. Nel sud-ovest della Pennsylvania c'erano oltre 100 distillerie che operavano prima del proibizionismo come la distilleria Overholt a Broad Ford, la più grande distilleria di segale dopo il proibizionismo che chiuse nel 1951.

Dalla fine del proibizionismo fino al 2006 il rye whiskey è stato in costante calo, con 150.000 casse vendute negli Stati Uniti rispetto a 14,7 milioni di casse di bourbon.

 

Qui puoi trovare la prima parte.

 

 

Fonte: 
https://distilling.com/distillermagazine/a-history-of-rye-in-the-us-part-2/